Pagina:Versi di Giacomo Zanella.djvu/69

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

possagno. 55

Di pietade atteggiata e di speranza
Maëstosa di Dio l’aura sfavilla.

     Quando del bello immaginar la fiamma
105Avvivar vi talenti; o doloroso
Più vi sembri il tenor di vostra sorte,
Voi del lavor mal conosciuti figli,
Questo colle salite. Esce dal tempio,
Esce dal suolo eccitatore un grido,
110Che ardimento v’apprende e contro il fato
Insultator magnanima costanza.
Il mendico orfanel che fu veduto
Su questi monti esercitar nel sasso
Il volgare scalpello, un giorno sparve,
115Nè per lunga stagion parlar di lui
L’umil borgo s’intese. A terra sparse
Son le magioni e le prosapie estinte
De’ patrizî che al povero d’aìta
Fur liberali e di consigli. Ambito
120Le reggie intanto ei visita e nel marmo
Di temuti mortali il volto eterna.
Poi riede; e di sublimi monumenti
Rende chiaro per sempre il suol natale.