Pagina:Versi di Giacomo Zanella.djvu/68

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54 possagno.

Soavemente e le lusinga i sonni.
75In altra parte disarmato il braccio
Cinge al collo di Psiche, e la farfalla
Nata del cielo a trasvolar pe’ fiori
Sulla palma le posa. In alto scote
La Danzatrice i crotali sonanti,
80E chiama a pace ed a letizia il mondo.
E tu l’ardor delle battaglie ancora
Spiri dal guardo e dall’egioca fronte,
Vincitor di Marengo. Al tuo delitto
Tarda ammenda in Magenta e Solferino
85Fece il Nepote; ma fremendo Italia
Ancor di te si risovviene e plora,
Campoformio pensando; ed a’ tuoi mani
Ridomanda i guerrier che di lor sangue
L’artiche nevi a colorar traesti,
90E alla madre potean scior le catene.
Più generoso Ettòr che dall’amplesso
D’Andromaca s’invola, e stringe il brando
Per la patria cadente incontro al truce
Telamonio; e di lauro anco più bello
95Va cinto il Fabio american che calca
D’un pie la spada e sull’eterno foglio
Segna libere leggi al Novo Mondo.
Ma della terra gl’infiniti guai,
Chini i ginocchi e le man giunte, al cielo
100Il Pontefice narra. Nel diffuso
Aureo paludamento e nella faccia