Pagina:Versi di Giacomo Zanella.djvu/82

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68 a dante alighieri.


     A’ rai del ver caduta
È la vetusta idea. Ma la tua stella
Il mondo ancor saluta,
Che dalla tua favella
45Sentì l’aure spirar d’alba novella.

     O dell’inciso verso
Inflessibil signor che in poche carte
Hai chiuso l’universo,
Del folgore dell’arte
50L’indomabile armando ira di parte;

     Le torri e le badíe
Che ti accolsero errante, or son ruina;
Sovra men scabre vie
Umanità cammina
55Col lábaro immortal: Fede e dottrina.

     E tu nel lungo corso
Sempre innanzi le stai, come montagna
Che via per l’ampio dorso
Dell’onda, in cui si bagna,
60Le vele che dileguano, accompagna.

     Vive di te l’eterno,
Se l’umano perì. Dal ciel discende,
Risale dall’inferno
L’austero suon, che apprende
65Dell’alte cose amor che i degni accende: