Pagina:Viaggio Da Milano Ai Tre Laghi.djvu/108

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92 Varzo, Dovedro.


Si discende alquanto, giacchè, per la ripidezza e durezza del sasso è convenuto salire piucchè il corso del fiume non l’esigeva. La strada sempre larga 8 metri è sovente tagliata nel granito, o nello scisto argilloso granatifero, in cui ben discernibili sono i grossi granati. Per la difficoltà di rompere e tagliare il sasso (che in un sol luogo era traforato, e chiamavasi l’anello di cui ora solo vedesi un resto) la vecchia strada passava dalla sinistra alla destra riva; ma ora alla sinistra sempre continua, perchè ha il vantaggio d’esser in faccia al mezzodì. Ove il monte lo impediva, questo s’è traforato, formandovi la prima galleria, larga otto metri; come il resto della strada, alta sei, e lunga 60: una grande apertura nel mezzo verso il fiume serve a darle luce; che pur ha dai due ingressi posti in retta linea. Vedesi in essa un filoncino di pirite di rame. Non tardasi a vedere aprirsi verso nord la valle sinora augustissima. Varzo chiamasi quel paese formato di molti casolari. Gli studiosi delle antiche lingue osservano che Varzo o Vargo in lingua celtica significa apertura e dilatamento, onde un’origine celtica danno a questa, come alle vicine popolazioni. Su bei ponti tragittansi i tre torrenti di essa che vengono da elevati ghiacciai. I ponti son di travi su basi di sasso, come in tutta l’Ossola.