Pagina:Viaggio Da Milano Ai Tre Laghi.djvu/232

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216 Valtellina.

loni di pirite di rame e di ferro magnetico. In un de’ monti che la formano v’ha dell’amianto assai flessibile, che servir potrebbe a farne terraglia e crogiuoli, e già in Como venne filato e tessuto; e dalla pietra ollare, che pur colà lavorasi, benchè assai meno di prima. Così a Fusine in val di Madre v’è una miniera di ferro spatico, ch’è stata lavorata in altri tempi. Simil ferro sin da’ tempi del duca Sforza cavasi in val d’Ambria, e a Ponte che sta sopra Chiuro, nel comune di Boffetto, patria del cel. Piazzi, che dall’Osservatorio di Palermo scoprì nel primo dì del 1801 il pianeta Cerere. Ivi lavoransi pur oggidì ricchissime piriti di rame da pochi anni scoperte.

Da Chiuro viensi a Tresenda e Boalzo, e vedesi in alto Teglio, picciola terra, che dà il nome alla valle. Di là si passa a Villa: poc’oltre si tragitta il fiumicello emissario del laghetto di Puschiavo: e tragittando poi l’Adda, si va a Tirano. Gli osservatori di fisonomie trovano che gli abitanti della Valtellina, ove le paludi non guastan l’aria, offrono sino a Villa ne’ loro volti una forma greca e regolare, ma quind’innanzi hanno fisonomia tedesca; onde argomentasi che i primi dall’Insubria, e i secondi dalla Rezia sian andati ad abitar la valle.

Altro considerevol borgo è Tirano, sebben