Pagina:Viaggio Da Milano Ai Tre Laghi.djvu/62

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48 Contorni delle Isole Borromee

non ha indizio (o almeno io non ve l’ho potuto scorgere) di parti vegetali, tranne qualche pezzolino di carbone. Appartiene alla lignite, anzichè alla torba. La diresti terra d’ombra, giacchè una sostanza simile a questa è la così detta terra d’ombra di Colonia. Chi vuol sapere a quanti usi simil terra s’adoperi, legga la Memoria del sig. Faujas de St. Fonds nel Journal des Mines, n. 36, e negli Opuscoli scelti di Milano, tom. xx, p. 353. Posa questa su finissima arena quarzosa.

Presso la nuova strada in più luoghi, specialmente in questi contorni, incontransi de’ grossi massi tratti dal tagliato monte, che meritano osservazione: in alcuni vedesi la mica nera in massa in mezzo al quarzo bianco; altri son quasi interamente composti di cornoblenda (amphibole); e altri che sembrano graniti, hanno de’ giacinti in vece dello spato di color rossigno o vinato. I giacinti non sono infrequenti, trovandosi anche grossi come nocciuole, sparsi e protuberanti alla foggia de’ granati, nello scisto argilloso lamellare presso la distene. V’ha pure del tormalino in massa.

Dopo d’avere visitato il granito, il naturalista destinerà un altro giorno per vedere la cava de’ marmi bianchi inserviente alla gran fabbrica del Duomo di Milano. Se trovasi a Pallanza, percorrerà, per la vicina Suna,