Pagina:Viaggio Da Milano Ai Tre Laghi.djvu/63

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Laghetto, Margozzo, Candoglia. 49

la bella sponda del lago appiè del Monte-rosso, fra vigne e alcuni ulivi, che vorrebbon esser meglio coltivati e moltiplicati. Se trovasi ad Intra, andrà per Turbaso (detto Oribasium dagli antiquarj), e passando il Ponte d’Uncio, ove il fiume s’è aperta la via tagliando lo scisto e i filoni di pirite, di trappo e di quarzo che l’attraversano, salirà a Bieno (ove potrà leggere dietro l’altare una romana iscrizione d’Ottavio e di Sumea), indi a Santino, per poi discendere al laghetto di Margozzo. Ma se vuole o dee navigare, porterassi alla foce della Tosa, ove sbocca il piccolo emissario di quel laghetto. Prima di giugnervi vedrà l’opposizione che fa l’acqua del lago limpida e azzurrognola a quella del fiume torbida e biancastra, che giunta in contatto della prima, si precipita e si perde sotto questa, quasi senza deturparla.

L’emissario del laghetto di Margozzo nel fiume Tosa è si serpeggiante, che più breve è la via retta che ’l costeggia, nè altronde ha sempre acqua bastante per la navigazione. Il laghetto ovale, chiuso da monti, in cui non entra torrente alcuno, ha due miglia di lunghezza e uno di larghezza, avendo al sud il grandioso Montorfano, e al nord un monte di gneiss.

Da Margozzo, bel paesuccio che dà il nome al lago, costeggiando la Tosa, per via comoda, fra vigne palificate e campi siepati di

Amoretti 4