Pagina:Viaggio Da Milano Ai Tre Laghi.djvu/64

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50 Contorni delle Isole Borromee


granito, viensi alla Candoglia, picciol villaggio, che prende forse il nome del candido marmo vicino. Sta questo marmo in una fenditura del monte schistoso, perpendicolare agli strati di questo, larga quasi venti tese. Il marmo è bianco, se non che ha sovente delle vene piombine come il bardiglio. Ha pure a luogo a luogo delle larghe vene di pirite aurea e arsenicale, e della galena di piombo, che sciogliendosi il macchiano. È disposto a filoni perpendicolari, alcuni de’ quali sono di color persichino e trasparenti quasi come l’alabastro. È un marmo calcare primitivo, ma contiene de’tondi grani di quarzo; ed è forse per questo che Vasari lo chiama marmo cattivo smeriglioso e saligno. I filoni di marmo sono frammezzati da filoni di ferro, dal quale potrebbe trarsi vantaggio, ma non sen trae nessuno, perchè trovasi misto al rame che ’l guasta, e che è in troppo poca quantità per separarnelo. La vicinanza della Tosa rende facile il trasporto de’ gran massi che imbarcansi sul fiume, e pel lago, pel Ticino e pel Naviglio giungono alla metropoli. Questo marmo, che trovasi pure sopra Ornavasso e in Val di Strona, ricompare al nord del monte istesso, ov’è generalmente d’una più fina grana, e men lontano dal Carrarese: anzi attraversa, sebbene variando alquanto le proprietà, l’intera Lombardia, vedendosi oltre il lago sotto nome di Majolica,