Pagina:Viaggio sentimentale di Yorick (1813).djvu/102

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

sentimentale 83

Bastava dar la contea al caporale — e non dire un iota della guardia da montarsi mercoledì — e non c’era nè bene nè male — Così per compiacere a quel buon ragazzo che stava lì ritto in orazione per l’onor mio, per l’onor suo e per l’onore della sua lettera — ne estrassi dilicatamente la quintessenza, e tornai a lambiccarla a mio modo — e poichè l’ebbi munito del mio sigillo, La Fleur ricapitò il foglio a madame de L*** — e al nuovo dì proseguimmo il nostro viaggio per Parigi.


XXX. PARIGI


Per chi può difendere le proprie ragioni con l’eloquenza dell’equipaggio, e trionfare fragorosamente precorso da mezza dozzina di lacchè e da un pajo di cuochi — Parigi è un’ottima piazza d’arme — ed ei potrà campeggiarla quanto è lunga e larga a sua posta.

Un povero principe mal armato di cavalleria, e la cui fanteria non oltrepassa un pedone, farà saviamente, cedendo il campo, e segnalandosi, purché egli possa salirvi, nel gabinetto — salirvi — da che non vi si scende come mandati dal cielo dicendo: Me voici, mes enfans! — Eccomi per quanto parecchi sel credano1.


  1. Intendi: Che se tu sei povero e vano, non