Pagina:Vico, Giambattista – Scritti vari e pagine sparse, 1940 – BEIC 1967219.djvu/51

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


Al discreto leggitore Giambattista Vico.

Il signor don Pietro Belli, nato da una delle piú nobili famiglie che illustrano la cittá di Lecce — la quale, dopo Napoli, capitale di questo Regno, e per magnificenza di edifici e per frequenza di abitatori e per isplendore di civili costumi e per ricchezza di marittimi traffichi, è la piú riputata, — adorno di buone cognizioni di filosofia, assai bene inteso di lingua latina e nella toscana versatissimo, ha tradotto la Sifilide di Girolamo Fracastoro, la qual ora, o per elezione o per fortuna, hai tu, discreto leggitore, preso tra le mani. Mi piace di ragguagliarti cosí della cagione la quale l'ha mosso a far questa traduzione, come del consiglio e'ha seguitato in condurla.

La principal cagione, la quale l'ha indutto a farla, è stata per profittare nella toscana poesia, la qual facultá non può con piú util esercizio acquistarsi che col, traducendo, gareggiare i poeti migliori della lingua latina, tanto naturalmente eroica, sublime e grande quanto è tenera, gentile e dilicata volgarmente la greca. Perché, cosí faccendo, le nobil maniere del concepire poetico restano piú altamente impresse nella