Pagina:Vincenzo Bellini (Calcedonio Reina).djvu/48

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46 C. REINA

Chi prendeva a comporre tragedie fu detto che veniva a far sacrificio sulla tomba di Eschilo. Così facesse la gioventù intenta agli studî musicali, pregando auspicî più sereni all'Arte, sul sepolcro del grande Siciliano! «Ho interrogato l'anima di Bellini, e ho scritto la Lucia», così rispondeva Donizetti.

guente tratto, tolto dal Marzocco (Marginalia, Anno VI, N.3, 20 Genn. 1901):

Nel nome di Bellini si può comprendere l'essenza stessa dell'anima musicale italiana... A Bellini fa capo la tradizione schietta della musica italiana: ad esso dovran riportarsi i moderni compositori, che non vogliono costantemente seguire la falsariga degli stranieri o che sieno liberati dal pregiudizio di considerare come frutto del convenzionalismo la nostra musica antica. Bellini non fu convenzionale, anzi perchè meno scettico, superiore a Rossini nella sapiente struttura del melodramma, nel correggere il falso gusto del tempo... Mirabile è in generale nella sua frase melodica la fusione del sentimento con la tecnica, a cui è subordinata l'accentuazione e l'espansione musicale.