Pagina:Vincenzo Bellini (Calcedonio Reina).djvu/50

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48 C. REINA

siamo negare che alle intelligenze colte e alle inconsapevoli turbe riescono ancora gradimento meraviglioso di affetti sinceri, e sono spesso espedienti nelle dubbie fortune dei teatri le serene armonie degli antichi maestri.

Adesso penso che ove mai nelle sale di Pittura moderna scendesse per poco qualche tela dei vetusti dipintori ahimè! ben pochi quadri resterebbero saldi alle pareti!

Invece dell'oscena volgarità, segnata col suggello della novità e della moda, facciamo che risorgano sulle nostre scene i capolavori dei Mozart e dei Gluck, dei Piccinni e dei Weber, dei Cimarosa e dei Paesiello: la Commedia e la Tragedia, il Dramma fantastico e l'eroico, l'Oratorio e la Cantata. Nè potete affermare recar noja e sazietà, poi che alle generazioni presenti sono quasi sconosciuti. Schiudete codesti giardini dove l'Arte passeggia nella sua magnificenza e sincerità. Per paura delle smorfie della Moda dobbiamo disperare, nel gusto pervertito, di ammirarli, di amarli? A tutti gioveranno tali resurrezioni, ai giovini e ai vecchi Maestri, ai filosofi del Bello, al