Pagina:Vita di Dante, Petrarca e Boccaccio.djvu/180

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nno dei più grandi critici del mondo, qual’ fe Pietro Bayle, dal cui seuliineoto non mi credo punio discordare t cioè , essere Gerialdo patria del Boccaccio t ed egli al pari dalla cennate iscrizione il desume , dicendo e Qne ces di fòcul tes ne vous fàsscnt poinl de pciue , puisquf Bnccace assùre dans I’ Epita- plie , qu’ il se composa , el qui est tur son tombeau, que GeiiaIdo esl sa palrie. (Diclion: liistor: el critique lìoc. t. i. 581.) Imperò non voglio preterire , che sebbene nou rechino motta pena le difficoltà , le quali insorgono su lai proposilo par al* cuni scrittori, puro grandissima è quella , cni die non lieve peso il Tiraboschi * e che viene da quaulo con una tal quale contraddizione all’ E pi ta fio ne scnsse lo stesso Boccaccio , par- lando di Gertalde amico eastcllo del territorio Fiorentino « Se* das, et Natale sol nin raajornm nieorum fnit , antequam illos suscipcret Florentia cives a (De nomioib. Moulium etc.)

(li) G ò che qui leggesi, è stalo tramandalo dalle stesso Boc- caccio , ■ il quale da per se , prfre , abbia voluto lutto altri- bnirsì il vanto, di essere sialo il primo ad aprire una cattedra di greco in Italia: nel i36o svolto Leonzio dal pensiero di girsene in Avignone, e indottolo a stanziare in Firenze. « Non fui io forse , egli dice , che col miei consigli distolsi Leonzio Pdato dal 1 ungo viaggio, che fer volea da Venezia alla Babilo- nia -Occidentale, ed il tanni meco in Firenze ? che il ricevetti nella mia propria casa , e per lungo tempo gli diedi alloggio, ed a gran fatica mi cooperai porche fosse ricevuto Ira* dot- tori detto stadio Fiorentino , e assegnato gli fosse dal pubbli- co lo stipeedio ? .... Io fui il primo tra gì’ Italiaul, che da lui udii privatamele spiegar l’Iliade ; io che feci iu modo , che i libri di Omero si spiegassero pubblicamente ». Quindi assai ben a proposilo qni appresso il Nostro digredisce, per is vela rei l’origine, ed il progresso delle lettere, e poi con- ci n etere , la intrndnttone di esse in Italia precipua metile do- versi al Boccaccio. Veio egli è, che più secoli tttnaoii alla di costui epoca parlatasi la greca tavella nella Sicilia , e oella magna Grecia j ma ciò non bastava a fissarla in Italia , e a renderla vantaggiosa al risorgimento delle lettere» Era riserbo-