Pagina:Vita di Dante, Petrarca e Boccaccio.djvu/77

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era, rilevolìa tanto, che per luì sembrava essere sia- la come rivocata da bando, dentro il patrio contine ricondotta, o piuttosto risorta dalle tenebre a luce; laddove (la tempo già secolare sì come estinta si gia- ceva. E non solo il primo le diede nuovo giorno, ma bensì fé mirabilmente conoscere , poter colla dottrina ortodossa della nostra fede ben collimare; quasiché g)i antichi vati da un certo estro divino insperati abbian preconizzato la vera, f retta dottri- na. Oltre a ciò il-Divin poeta anche in maniera adoprossi , che agli eruditi piacessero i poemi, ed altresì agi’ idioti e plebei, presso cut flutto è vela- to e oscuro; e che colqro, t quali niente si sapes- ser di latino, non fossero digiuni a fiat lo di poesia. Dante fu ancor d’ alto anii^o e generoso ; poiché ardentemente desiderando la tornata in patria, tut- tavia ’però ri tirar visi noìi volle, ohe per la grandez- za del suo animo naturalmente egli rifuggiva a r unico mezzo, onde effettuarla. Imperciocché alcu- ni del suoi amici trp per lo singolare amore, che gli portavano, e per mostrar di-accogliere i suoi spessi prieghi , del suo ritorno in patria r eran somma- mente desiderosi; e.però con taluni capi de la città dji tutto impegno questa,Jbisogna avean trattato; ma qualunque loro maneggio sembrava tornar vano, se un qualche disdoro in somniessa, guisa ed abbiet- ta ei non ne avesse patito; e questo eradi tal fatta, che dovea pria ridursi tutto a mansuetudine ; poi a calde preci dai suoi at^ersarì implorar perdono; e preseti tarsi ancora di per sé per alcun le topo a le

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