Pagina:Vita di Dante, Petrarca e Boccaccio.djvu/96

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più vispi, e focosi, per riuscirvi coti del pari per avverarsi a sofferire in pace le molestie di tutti gli altri, bisognava pro- vare quelle dì aoa moglie troppo indiscreta , e importuoa , qnat’era la sua»

(r) li nostro poeta accettò la carica luminosa di Priore, e da questa la totale sua rovina ne provenne. Esule, raminga, privo dei figli, de’ degli amici, bisognoso, afflitto, e deso- lalo il iiraaneiita della sua vita et visse : ne singolarissimo me- rito di straordinario genio poetico, uè tesoro di allp. sapere val- sero da tante sciagure a sottrarlo; sicché per sola ambiatone tra- stullo di avverso fato additine. Ei «l narra io una delle sue lettere, affinchè ciò serva di norma a’ posteri, e avvertiti gli renda nell’siriun cammin de la vita, ove uu mal passo in cai imbatte, cento altri pericolosi m discuopre, che a questo suo- le spesso condurci desire smodato di gloria, d’onde perte boh hizione, scaturigine funesta di molti mali, e affatto indegna di un talentu veramente filosofico, che non s’illude per vano fan- tasma di opinione, e oouta per niente tutto cièche pasta. Tatti li mali miei f dice Dante) e tutti gl’inconvenienti miei degl" in- fàusti Cimi*} del mio priorato ebbero cagione, e principio. Egli peraltro poteva divenir grande, e.rinomato, senza che stata fosse dei Priori.

(ri) Il poeta fuor di dubbio parteggiò eoi Bianchi, che costi- tuivano, secondo che dice il Boccaccio, la parte U più giusta, cui egli si accostò, o quella almeno, che secondo suo parere, non avea il più di malvagità. Or ce i Bianchi, ed i Neri era- no entrambi Guelfi, come ahbiam detto, perciocché questa fa- zione in due si era divisa, o Dante apparteneva a’Bianchi* d’on- de poi ne risolta quel, che per altro è incontestabile, essere stato Dania Gì bellino? Fa d’ uopo sapere, aver lui cessato di appar- tenere ai Guelfi dopo l’esilio, perduta ogoi speranza di rimpa- triare, benché fino allora «tato fòsse Gnelfissirao,come riferisce il Boccaccio. Di vero tali eose doieau di più luce chiarirsi sì dal- l’Aretino, che, dal nostro biografo, perchè a prima giuota si fòsse conosciuto a qual de le due parti il poeta si a tleone f «