Pagina:Vita di Dante.djvu/398

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INF.

Quindi i fuoriusciti si raccolsero in breve ad Arezzo, e Dante con essi1. Arezzo quasi sede ghibellina nella Toscana occidentale, dava indi la mano ai Ghibellini di Romagna, al Comune di Forlì, ai Conti di Montefeltro, ed a’ signorotti della Faggiola, un castello e regione dei monti Feltrii. Uno di questi, Uguccione era allora podestà di Arezzo; e fu importante nell’esilio di Dante. Figliuolo d’un Ranieri della Faggiola, uomo già di qualche potenza, Uguccione aveva incominciato a farsi nome di buon guerriero fra’ Ghibellini fin dall’anno 1275. "Grandi racconti facevansi della sua forza e del suo coraggio: solo sostener l’impeto di un esercito e ristorar le battaglie; aver bisogno d’inusitate armi per coprire membra vastissime; fiera e paurosa la vista, bastare per volgere in fuga il nemico; insolita copia di cibi appena esser da tanto che sostentassero così gagliarda persona. I quali detti potrebbero per avventura dipingerlo alle nostre menti quale sozzo ed ingordo accoltellatore:

  1. Leon. Ar., p. 57; Pelli, 110; Veltro, 52, si confrontino con Dino, p. 32, che reca altri particolare de’ fuorusciti.