Pagina:Vita di Dante.djvu/51

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67 e seguenti, che sono de’ suoi più belli, e che io porrei quì, se fosse il luogo di dire delle opinioni e non della nascita di lui.
Quanto ai sogni, poi, narra il Boccaccio, che essendo gravida la madre, "ne guarì lontana al tempo del partorire, per sogno vide qual dovea essere il frutto del ventre suo; comechè ciò non fusse allora da lei consciuto nè da altrui, ed oggi, per lo effetto seguito, manifestissimo a tutti. Parea alla gentile donna, nel suo sonno, essere sotto ad uno altissimo alloro, posto sopra un verde prato, allato ad una grandissima fonte; e quivi si sentia partorire figliuolo, lo quale in brevissimo tempo nutricandosi solo dell’orbacche, che dello alloro cadevano, e delle onde della chiara fonte, le parea, che divenisse un pastore, e s’ingegnasse a suo potere d’avere delle frondi dell’albero, il cui frutto l’avea nudrito; ed a ciò sforzandosi, le parea vederlo cadere, e nel rilevarsi, non uomo più, ma pavone il vedea divenuto. Della qual cosa, tanta ammirazione le giunse, che ruppe il sonno: nè guari di tempo passò, che il termine debito al suo parto venne, e partorì uno figliuolo, il quale di comune consentimento col