Pagina:Vita di Luigi Rossini.djvu/19

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Cessatagli poi affatto la pensione, egli andò ad abitare di dietro al palazzo della Consulta: ed ivi stava da solo con un suo cane, ch’era il guardiano della casa; lavorando continuamente per procacciarsi le cose necessarie al vivere. Il Canova gli diede a fare i disegni della sua chiesa eretta a Possagno. Dipinse anche pel ministro d’Austria un gabinetto nel palazzo di Venezia; e le pareti della gran sala da ballo nel palazzo Simonetti. Architettò pel conte Marconi e dipinse in Frascati una sala semicircolare con colonne. Fece un tempietto rotondo nella villa del banchiere Silvestri d’Ancona; ed altre cose assai, le quali lungo sarebbe a narrare.

Benchè la profession sua fosse l’architettura, pur visto che a lui, uom sdegnoso di chieder nulla a chicchessia, sarebbe stato difficile avere un impiego d’architetto, si risolvette di darsi in tutto all’arte dell’intaglio. E innamorato delle bellissime stampe di Giovan Battista Piranesi (ch’egli appellava meritamente uno degli onori d’Italia, e s’avea fatto fare il busto di lui, tenendolo in grande venerazione), quelle prese a modello: e si mise affatto, anco pe’ conforti del celebre dipintore cav. Vincenzo Camuccini, che molto gli era amico, all’incidere. Ma sul principio non gli veniva bene secondo il desiderio e bisogno suo; onde se ne diede infinito dolore, e fu quasi per lasciarsi vincere alla