Pagina:Vita di monsignor Giacomo Goria vescovo di Vercelli (Cusano).djvu/17

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
 
 
17


Non si fà mentione delle minacce, che gli vennero fatte da un mal Ministro, ne’ tempi, che la propria Città di Vercelli era detenuta dall’Armi di Spagna, doppo il mille seicento trent’otto, posciache pretese angariare gl’Ecclesiastici, cotizzandoli a tributar quantità de’ grani, a che pur resistendo Monsignor Goria, tant’oltre ancor s’avanzò il medesimo Ministro, che si dichiarò di subito precipitarlo dalle finestre del Palazzo, in caso d’oppositione; Di che non paventando l’animato Vescovo, hebbe a risponderle parole di singolar carità, e proprie di zelante Pastore; Indi facendogli conoscer, che la grandezza de’ Principi, & essaltationi delle loro Corone si furono sempre effetti del timor di Dio, e riverenza verso i suoi Sacri Ministri, adducendo in prova di tal verità manifesti Esempi; partissi all’hora il Cavaliere sodisfatto, ed assieme pentito del passato officio con sì fatta violenza.

Altri simili incontri convenne hauersi, e che lo fecero incanutire prima del tempo, si potrebbero accennare, quando non s’attendesse alla brevità de’ Discorsi; A’ qual’effetto si tralascia ancor d’esprimere un’infame Elogio, ò sij Libello Famoso, che con-

 
 
tro