Pagina:Vita di monsignor Giacomo Goria vescovo di Vercelli (Cusano).djvu/18

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tro l’innocenza, zelo, e vive Virtù proprie del medesimo verso il suo Gregge, venne temerariamente composto, e sfrontatamente manifestato alla maggior parte delle Persone da un tal’indegno Cittadino Vercellese; Da che ne rimase sì battuto, & attonito il buon Prelato per sì sacrilega mano, e maledica lingua, che in atto di conferenza, a proprio sollievo, si rendeva abbandonato, e cadente. E’ ancor vero, c’havendo egli rimessa la vendetta a Dio, come cosa a lui riservata, ne seguì, che l’Autore, & il Collaudatore di tal Libello si viddero in tal tempo, uno, respettivamente, de’ suoi Figliuoli spiritato, indemoniato; Et perche gl’Essorcismi, e simili ajuti già mai, per Divin volere, furono sufficienti a liberarli da sì horrenda oppressione, mancarono finalmente all’humano vivere; Non mancando altresì l’istesso Demonio di dargli a conoscer di quanto imperversata natura si sia; mentre più volte se gli è presentato, con atto di rapirse il medesimo Autore, in avviso de’ suoi Operati; così ordinato da chi provede al tutto.

Permise Iddio, che sì fatto Autore, acciecato contro la Chiesa, ed alla cieca tra-

 
 
col-