Pagina:Vita di monsignor Giacomo Goria vescovo di Vercelli (Cusano).djvu/19

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collando sempre più nelle Censure Ecclesiastiche; indi, come da profondo letargo assorbito, se ne viva scordato affatto di se stesso, non altro stimandosi a propria riputatione, che l’operare a danno della Chiesa; forse per dar a conoscere a gl’Ecclesiastici le loro mancanze, sperandosi assieme, che Dio, per sua misericordia, le haurà pietà, con dargli lume per conoscere il suo errore con vero pentimento, e ricuperatione assieme della sua santa gratia.

Conoscendo Monsignor Goria essere i Padri Monaci Riformati di San Bernardo della Congregatione Fogliense di molto frutto al Christianesimo; perciò (havendosi premesse le dovute circonstanze) gl’introdusse in Vercelli nel giorno dieci di Marzo dell’anno mille seicento vintidue,1 con assignatione, per i loro Divini Ufficj, e conveniente Hospitio, della Chiesa, con suo Habitato, detta la Madonna di San Vittore, di consenso pur, & a sodisfattione de’ proprj Confratelli Disciplini. A’ quali Religiosi Monaci Monsignor Vescovo Goria assignò, e vi cedè a loro perpetuo uso, & usufrutto la Cassina, e Beni, detti la Chiapuzza, nel

 
 
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  1. Tab. Eccl. Verc. Arch. Episc.