Pagina:Vita di monsignor Giacomo Goria vescovo di Vercelli (Cusano).djvu/9

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essermi veramente Figlio, non degenerando da’ suoi Natali, si come tù suo zelantissimo Custode, e Padre (così leggendosi) Effice ut ipse sit mihi Filius, tuque ipsi Pater. Onde dalla maestosa benignità, ed accorta affabilità già propria de’ medesimi Principi, benissimo poteva arguirsi, quali si fossero le virtù altresì proprie dell’Arciprete Goria loro Direttore.

Si riconobbe dunque il Serenissimo Duca in obligatione di gratificarlo, attesi i suoi meriti, sendo similmente versatissimo nelle Scienze di Filosofia, e Teologia, oltre l’esser laureato con degno Titolo di Dottore nella Canonica, e Civil Ragione: E però in occasione di vacanza della Tesoreria, Dignità singolare nella Metropolitana Chiesa di Torino, ed informato il Papa, quali si fossero i meriti del Goria, ad instanza, e preghiere del Serenissimo CARLO EMANUELE, gli ne fece la gratia.

Non contento il Duca medesimo di vedersi Monsignor Goria posto in tal Dignità, e riguardando assieme l’importare dell’Eminentissimo stato, in che si ritrovava il Serenissimo Principe Cardinale MAURITIO suo Figliuolo, all’hora si promise felicissimi gl’esiti d’ogni qual’importante affare, che

 
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