Pagina:Vittorio Adami, Varenna e Monte di Varenna (1927).djvu/85

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secolo xv 77


Capitanus Valistelline

Caneparia Valistelline

Capitaneus Vallis Lugani

Capitaneus lacus Maioris1.


Il salario del podestà era a carico dei comuni sui quali aveva giurisdizîone il podestà stesso. Ma pare che i comuni non fossero dei puntuali pagatori, se leggiamo la seguente lettera, del Segretario ducale Bartoiomeo Calco, al podestà di Bellano e Varenna:

«Ne fa intendere Antonio da Carchano già podestà de quella nostra terra restar creditore de quelli homini et de Dervio de certa quantità de dinari per resto di suo salario et per altre cause per esserli impedito alhora el pagamento suo pregandone ad volere provedere ch’el sia satisfacto, il che parendone debito et rasonevole a ciò el non resti fraudato de la mercede sua le commettemo che constandoti del credito d’epso Antonio provedi mediante quelle executione che te pareranno expediente ch’ei dicto Antonio resti integramente satisfacto una cum expencis legitimis. Vigevani XIII februari 1493»2.

Nell’anno 1472 Varenna dipendeva dal podestà di Mandello al quale pagava lire 42 l’anno.

Il notaio Criminale di Mandello non aveva salario fisso, ma, poichè faceva la visite delle strade, percepiva per sua particolare incombenza dalla comunità di Varenna lire 18 annuali3.


CONTRIBUZIONI, DAZI, TASSE


I magistrati che presiedevano a questa branca dell’amministrazione del ducato erano il podestà, al quale apparteneva non solamente l’amministrazione della giustizia, ma aveva eventuali incarichi delle ispezioni politiche ed economiche e presiedeva le pubbliche adunanze; il referendario, al quale spettava l’incanto dei dazi, pedaggi e gabelle, percepiva le rendite ducali ed ordinava i pagamenti; il capitano del lago che tutelava le riscossioni dei dazi dei lago, ed era assistito da un corpo di 60 guardie, che montavano due navi leggiere a venti e più remi chiamate corobiesse4.

Uno dei cespiti più importanti dello stato era quello del sale. Filippo Maria Visconti emanò delle lettere patenti relative alla quantità di sale stabilito per ciascun comune. Da esse ricaviamo il seguente e-

  1. Arch. di St. di Milano, Reg. ducale N. 150 f. 197 t.
  2. Arch. di St. di Milano, Registri missive n. 188 f. 243 t.
  3. Arch. di St. di Milano. Tribunali giudiziari, Pretori, Mandello, cart. 126.
  4. Rovelli, Storia di Como.