Pagina:Vivanti - I divoratori, Firenze, Bemporad, 1922.djvu/80

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68 annie vivanti


L'indomani partirono.

Andarono a Engelberg. Qui trovarono molto tennis e molto golf e molte ragazze in blusa bianca e cappello alla canottiera. Ragazze ridenti, ragazze arrossenti, ragazze cinguettanti — Engelberg ne rigurgitava. Nunziata ben presto ricevette una lettera dal conte, dicendo che egli pensava di venire a Engelberg... E Nino la condusse ad Interlaken.

Ma tutta la Svizzera era infiorata di giovinezza. Pareva che tutte le donne al mondo non avessero che diciasette o diciotto anni! Nunziata diceva nervosamente mille volte al giorno:

— Dio! che bella ragazza!

E Nino diceva:

— Ah, sì? Dove?

— Ma l'hai pur vista... quella che è passata adesso.

Nino non aveva visto.

— Ma sì che l'hai vista, — insisteva Nunziata.

No, Nino non aveva veduto nessuno, non vedeva mai nessuno.

Ma Nunziata vedeva tutti. Ogni figuretta slanciata, ogni fine profilo, ogni curva di guancia fresca, le figgeva spine e scheggie nel cuore dolorante. Portava le sue vesti meravigliose e i suoi cappelli inverosimili, ma stonavano nel grandioso ed elementare paesaggio svizzero. E le fanciulle che andavano al tennis in camicetta bianca e gonna corta, passando a braccetto, gaie nella spietata luce del sole di giugno, si voltavano a guardarla, e ridevano.

In breve Nunziata sentì che ciò che era stato un mero capriccio per lei durante quattro anni in cui aveva ancora per distrarla le sue parti e il suo pubblico, i suoi impresari e i suoi critici, i suoi adoratori e i suoi nemici — ora non era più un capriccio. La «toquade» di cui si ri-