Pagina:Vivanti - Naja Tripudians, Firenze, Bemporad, 1921.djvu/132

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128 Naja Tripudians


Wilmer gli sguardi luminosi: — le abbiamo tanto osservate: stanno dei giorni e dei giorni ferme, o quasi ferme, su un sasso o sul muro, come se pensassero: «Adesso.... dove volerò?», E si muovono appena, adagio, adagio, come piccoli bruchi senz'ali. Poi, d'improvviso si decidono e spiccano un gran volo!... E appena si posano, sono morte.

— Strano destino, — osservò Wilmer.

— Voi, — chiese Leslie, col suo dolce sorriso di bambina, — al loro posto che cosa fareste? Volereste? O stareste fermo per non morire?

Wilmer riflettè un istante.

— Credo che volerei subito, — dichiarò.

— Anche noi! — dissero insieme le due chiare voci giulive....

Oh, dolci, miti discorsi! A Wilmer pareva di tuffare lo spirito in una fresca fonte d'acqua montanina....

Il dottor Harding, da tanti anni esule volontario da ogni consorzio sociale, udendo quelle voci allegre uscì e si accompagnò a loro.

Un po' più tardi le fanciulle rientrarono in casa, chiamate dalla severa Jessie per qualche faccenduola domestica; ma i due uomini rima-