Pagina:Vivanti - Naja Tripudians, Firenze, Bemporad, 1921.djvu/153

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Naja Tripudians 149


le attese, ferma sull’ultimo gradino del sontuoso scalone, tra due putti di marmo che reggevano dei maestosi candelabri accesi. Le fanciulle traversarono timide la vasta stanza e salirono dietro la cameriera; i loro passi affondavano senza rumore nel folto tappeto rosso.

Giunte al primo piano udirono dietro una grande porta socchiusa il suono di parecchie voci; erano voci gravi, mascoline.... Ma già la cameriera le precedeva verso il secondo piano, ed esse la seguirono silenziose.

— Ecco la sua stanza, — diss’ella a Myosotis, aprendo una porta e scostando, per lasciar entrare le fanciulle, una pesante portiera di velluto cremisi.

Le giovinette si guardarono intorno stupefatte nella luminosa camera rossa; sul tappeto vermiglio erano gettate delle grandi pelli d’orso; nel caminetto un gran fuoco illuminava vividamente la tappezzeria color rubino, l’immenso letto a baldacchino e le larghe e profonde poltrone e gli enormi cuscini di raso scarlatto buttati per terra davanti al focolare.

— Ma è una reggia! — mormorò Myosotis, meravigliata e intimidita.

La cameriera aveva traversato la camera, ed