Pagina:Vivanti - Naja Tripudians, Firenze, Bemporad, 1921.djvu/184

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lievemente la guancia, — di quale antidoto vi servireste?

Myosotis si ritrasse vivamente. Ma cosa aveva questa gente? Cosa dicevano? Cosa facevano? Erano tutti pazzi?... I suoi grandi occhi smarriti si riempirono subitamente di lagrime.

In quel momento la domestica aprì la porta e un giovane entrò.

— Oh, Dafne! — esclamò Lady Randolph, tutta sorrisi; e anche gli altri mossero incontro al nuovo arrivato; tutti, eccetto Totò, il quale era tornato al pianoforte, e non cessò dal modulare accordi e arpeggi in minore, con languida bravura.

Ma, si chiese Myosotis, era proprio un uomo, il giovane alto e snello, che salutava tutti colla bianca mano tesa e la vermiglia bocca atteggiata al sorriso?... O era una donna vestita da uomo? O un uomo tinto come una donna?

Molto alto e snello — press’a poco della stessa statura di Totò — egli si avanzava con quell’enimmatico sorriso sulle labbra scarlatte nel viso pallidissimo; era violentemente profumato; i capelli folti, lucidi, nerissimi, divisi da una parte, lasciavano da un lato scoperta la