Pagina:Vivanti - Naja Tripudians, Firenze, Bemporad, 1921.djvu/211

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Naja Tripudians 207


Neversol traversò a lunghi passi la sala e senza indugio prese pel braccio Lady Randolph.

— Venite via. Ho da parlarvi, — disse.

Milady lo guardò, stupita, quasi non comprendendo, ed egli ripetè in tono perentorio la sua richiesta.

Lady Randolph, sciogliendosi da Leslie — che rimase immobile nel suo atteggiamento di torpore tra i cuscini — si alzò e seguì il giovane nella sala da pranzo.

Allora Myosotis corse ad afferrare le mani inerti della sorella; e le sentì molli e sudate.

— Leslie!... Leslie!

A sua meraviglia, subito la fanciulletta si raddrizzò come desta da un sogno.

— Cos’hai? cos’hai?... dormivi? — ansò Myosotis. — Rispondimi! Parla!

Leslie si rizzò, tutta lunga e flessuosa, con una strana mossa di leggerezza ed elasticità; e si guardò intorno con gli occhi brillanti. Poi d’un tratto fissò in volto la sorella:

— Andiamo via — disse.

Lo disse con voce così piana e strana che Myosotis credette di aver mal compreso.

— Andiamo via, — ripetè Leslie sempre con quell’aria fra l’allucinato e il sonnambulesco.