Pagina:Vivanti - Naja Tripudians, Firenze, Bemporad, 1921.djvu/55

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

Naja Tripudians 51


— Niente affatto. Quando avrete imparato a suonarlo, lo potrete avere — ribattè Jessie, con grande fermezza. — Vostro padre non farà di quelle spese inutili. — E uscì, borbottando ancora: — Già! Mancherebbe altro. Un pianoforte, quando nessuno lo sa suonare!...

— Sarà meglio non farla arrabbiare — disse il dottor Harding, a tavola, guardando i visetti compunti delle due ragazzine. — Non insistiamo per il pianoforte....

Non insistettero. Ma Myosotis si alzò ogni mattina alle sei, e prima di scuola scendeva correndo al villaggio. Alle sette e mezzo batteva già alla porta di Miss Jones, la quale, ancora in sottana con uno scialletto sulle spalle, la faceva entrare nel suo salottino, toglieva dal pianoforte un vaso di fiori di cera, le fotografie dei suoi genitori e quella della famiglia reale, e apriva con solennità l’istrumento. Myosotis sedeva risolutamente davanti alla tastiera e si poneva a studiare.

Un pomeriggio, quattro mesi dopo, tornando di corsa a Rose Cottage, ella andò difilato in cucina, e davanti a Jessie che stava impastando un Yorkshire pudding, distese ed aprì il primo quaderno del Diabelli.