Pagina:Vivanti - Naja Tripudians, Firenze, Bemporad, 1921.djvu/63

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Naja Tripudians 59


tate mani il cappello piumato e la nuca tizianesca, quasi fosse questa preghiera un favore speciale e personale che la congregazione chiedesse per lei all’Onnipotente.

Una domenica, uscendo dalla funzione, col capo d’oro soavemente chino sopra il suo libro di preci, e percorrendo il viale del piccolo cimitero che circondava la chiesa, ella si imbattè faccia a faccia colle due figlie del dottor Harding. Quelle levarono a lei i limpidi sguardi; e quando furono passate ella ebbe l’impressione d’aver sfiorato qualche cosa di primaverile, di mattinale e d’alato.

— Chi sono quelle due fanciulle giovanissime, biondissime, vestite d’azzurro, che ho visto or ora? — si degnò essa di chiedere a Mrs Russel che, ferma sulla strada davanti al cancello del cimitero, aspettava il passaggio e il saluto della illustre dama.

— Sono le figlie del vecchio dottor Harding, — rispose Mrs Russel, felice d’essere interpellata; e rapidamente tracciò la breve e semplice storia delle due fanciulle.

— Ah? non hanno madre? — osservò Lady Randolph Grey, mettendosi il guanto destro, che, secondo il rito della chiesa episcopale