Pagina:Vivanti - Naja Tripudians, Firenze, Bemporad, 1921.djvu/83

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Naja Tripudians 79


E per le due più giovani tra le ascoltatrici non vi furono più desideri, non vi furono più pensieri. Quelle note colmavano ogni lacuna nella loro anima, cullandole in un vago, infinito incanto....

E ancora non s’erano riavute da quell’estasi, che già appariva, correndo — lieve come un petalo di fiore portato dai venti — la danzatrice Vera Sheremetzkaja.

Era scalza e avvolta in diafani veli. E danzò. Danzò, aerea e scintillante, come danza un raggio di luna sull’acque....


I primi maestosi accordi di «God save The King» terminarono il trattenimento, e le fanciulle, mute e trasognate, seguirono gli altri invitati nella grande sala attigua; quivi mangiarono dei rosei gelati, delle fragole giganti annidate in nubilose colline di crema Chantilly, dei fondants del Fuller iridescenti tra le violette candite; e per la prima volta intinsero le loro labbra rosee nello scintillìo dorato dello champagne.

Tutt’a un tratto Leslie si turbò. Strinse il braccio di Myosotis: