Pagina:Vivanti - Sorella di Messalina.djvu/36

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32 annie vivanti


Ella gli lesse in volto il pensiero, e sospirò:

— Tu credi; — disse con lenta intensità, — tu credi che io esageri o scherzi. Mi trovi stravagante ed esaltata. Ebbene, ti sbagli. Io voglio che tu sappia in che genere di avventura tu ti arrischi con me. Non dirmi poi che non t’ho preavvisato.

Tacque un istante, poi riprese:

— Tu crederai pure che io non sono passata traverso la vita senza amori. Crederai pure che gli uomini mi hanno amata... molto amata...

— Sì, — disse Alberto.

— Ebbene, non vi è nel mondo un sol uomo che possa dire di essere stato mio amante. Non uno!

Alberto si sentì vagamente impressionato. Gli parve ch’ella dicesse il vero. Difatti, nei primi tempi, egli aveva pur parlato di lei, un po’ coll’uno, un po’ coll’altro; e tutti le avevano attribuito molte passioni e un passato turbolento e tempestoso. Ma chi erano i suoi amanti? o chi erano stati? Nessuno lo sapeva.

E ancora, come s’ella gli leggesse in fronte il pensiero, china verso di lui, mormorò:

— Félix de Courcy... morto. Gilberto Nelson... morto. Goffredo Sarti... morto.