Pagina:Vocabolario italiano della lingua parlata, 1893.djvu/12

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Inoltre in questa seconda edizione ho curato di più la pronunzia, segnando col debito accento la voce che si registra, e di certi verbi alcuna delle persone del presente che ricorrono negli esempj;1 ai quali esempj dovranno perciò badare coloro, massime gli stranieri, che vogliono esser guidati anche in questa parte. Quali regole poi ortografiche io abbia seguito, lo dico più innanzi fra i principj del libro. Finalmente ho soggiunto le etimologie, cosa oggi desiderata da molti: ma le mie etimologie sono accennate semplicemente, e vengono poste quando o sono certe, o molto probabili. Se v’è chi voglia fare studj etimologici, può e deve ricorrere ai lavori del Diez, del Caix e dello Zambaldi, dove potrà abbellirsi come vuole.

Siamo, mio buon Morandi, nel secolo dei Vocabolarj: tanti e da tante parti ci cadono addosso. Nonostante io spero che gl’Italiani e gli stranieri continuino ad accogliere lietamente questo, ora che per i molti miglioramenti e per le molte giunte che io vi ho fatto, e per la bella veste che i1 Barbèra gli ha messa addosso, merita che venga anche più lietamente accolto. Io delle mie fatiche mi terrò più che ricompensato, se il mio Vocabolario darà agl’Italiani la buona e vera lingua dell’uso toscano, e a coloro dei nostri che vivono in terra straniera, e nelle cui mani ardentemente desidererei che pervenisse, ricorderà l’idioma della patria cara.

Il tuo

G. RIGUTINI.

Firenze, 1° marzo 1893.

  1. Non pongo l’accento sulla penultima dei verbi polisillabi in are e in ire, essendo tutti parossitoni. Quanto poi all’accentare alcuna delle tre persone del singolare o la terza del plurale del presente di certi verbi, la cosa è necessaria non solo per gli stranieri, ma talvolta anche per gl’Italiani. Poichè cavandosi fuori in ogni Vocabolario i verbi nell’Infinito, non sempre è dato sapere su quale sillaba della prima persona del presente e conseguentemente sulle altre due e sulla terza del plurale cade l’accento tonico. Così in Destinare, Imperare, Imitare, Separare, e tanti altri, è necessario che si accenni come l’accento in quelle persone cade sulla seconda sillaba. Avrei potuto a fianco dell’Infinito suggiungere in parentesi la prima persona; ma ho preferito di farlo dire agli esempj, accennando due o tre volte la voce. Per gli altri segni veggasi la Prefazione alla Ia ediz., pag. xiv.