Pagina:Volpini - 516 proverbi sul cavallo.djvu/69

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Cavallo e cavaliere 43

lose difese che un cavallo possa opporre a chi lo cavalca o lo guida attaccato ad un veicolo, perocchè non potendo vedere dove vada, può cadere in qualsiasi più profondo precipizio, senza dar tempo all’uomo di salvarsi. Un tale vizio può procedere da qualche difettosa conformazione dell’animale e specialmente da dolori alla spina dorsale, in tal caso ogni rimedio è inutile; alle volte però il vizio di rinculare non è naturale, ma acquisito per effetto di mali trattamenti usati ed allora, col mutar sistema, è facile toglierlo.

56. Dal di dietro mi guard’Iddio, dal davanti mi guardo io.

Gli uomini di cavallo, tolsero di netto questo proverbio creato per stigmatizzare la calunnia e l’insidia alle spalle e se ne servono per significare, che se si è in grado di sostenere un cavallo debole nelle estremitá anteriori, ed evitare così una caduta sulle ginocchia, è assolutamente impossibile fare altrettanto col treno posteriore. Gli arabi esprimono questo stesso proverbio colle parole:

Heureuz ni men el gouddam
N’heureuz lek men loura.

57. Del padrone il destrier serve alla mano, è indocile e restìo sotto un villano.

Intende significarci che il cavallo obbedisce prontamente al padrone che lo sa guidar bene, nè lo maltratta, mentre invece è indocile e restìo sotto un villano che lo manomette, che lo bistratta e non sa adoperarlo secondo che i suoi mezzi comportano.