Pagina:Wallace - Ben Hur, 1900.djvu/165

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Di più; i disegni che Dio manifesta devono esser attuati solo con mezzi onesti.

Sulla mia coscienza, preferirei morire con te che ucciderti. La mia risoluzione è ferma al pari della tua, e se tu mi offrissi tutta Roma, o tribuno, e fosse in tuo potere il donarmela, io non ti ucciderei. I tuoi Catoni e i tuoi Bruti sono piccoli fanciulli a petto del Legislatore Ebreo, a cui dobbiamo obbedienza.» —

— «Ma la mia preghiera. Hai tu...» —

— «Il tuo comando avrebbe avuto maggior peso, e neppur quello, mi avrebbe mosso. Ho detto.» —

Tacquero entrambi, aspettando.

Ben Hur osservava la nave, Arrio riposava con gli occhi chiusi, indifferente.

— «Sei sicuro che essa sia una vela nemica?» — chiese Ben Hur.

— «Lo credo» — fu la risposta.

— «Essa si è fermata e ha calato in mare una scialuppa.» —

— «Vedi la sua bandiera?» —

— «Non vi è altro segno da cui si potrebbe conoscere se essa sia Romana?» —

— «Se è Romana, porterebbe un elmo all’estremità dell’albero.» —

— «Rallegrati allora; io vedo l’elmo.» —

Ma Arrio non si rasserenò.

— «Gli uomini della scialuppa stanno raccogliendo i naufraghi. I corsari non sarebbero così pietosi.» —

— «Possono aver bisogno di rematori» — rispose Arrio, pensando forse ad occasioni in cui aveva fatto lo stesso egli medesimo.

Ben Hur osservava attentamente la nave.

— «Essa si muove» — disse.

— «Per dove?» —

— «Alla nostra destra vi è una galera abbandonata. La nave si avvicina ad essa. Le è presso. Manda uomini a bordo.» —

Allora Arrio spalancò gli occhi e si alzò a sedere sulla trave.

— «Ringrazia il tuo Dio,» — disse a Ben Hur, — «come io oggi ringrazio i miei Dei. Un corsaro avrebbe affondata, non salvata quella nave. Da quest’atto e dall’elmo sopra il suo albero, io la riconosco per una galera