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riproduzione di quelli delle antiche costumanze patriarcali praticate ai tempi di Israele.

Quando era arrivato la mattina precedente all’Orto, aveva arrestato il suo cavallo e conficcato la sua lancia nel terreno come un generale che prenda possesso della terra conquistata, dicendo: — «Quì piantate la mia tenda. La porta verso sud; il lago davanti, così; e sotto questi alberi i figli del deserto potranno aspettare il tramonto.» —

A queste parole s’era avvicinato a un gruppo di palme, accarezzando uno dei grossi tronchi come fosse il collo d’un cavallo o la guancia del suo figliuolo favorito.

Chi, se non uno sceicco può di pieno diritto dire alla carovana: — «Alt! Qui piantate le tende!» — Dove la lancia era stata conficcata, fu affondato il primo pilastro del suo padiglione. Quindi altri otto pali furono piantati, formando in tutto tre file di tre pali ciascuna. Poi furono chiamate le donne e i fanciulli che scaricarono il canovaccio dai dorsi dei camelli. Questo compito spettava alle donne. Non avevano esse tosate le brune capre del gregge? Non avevano ridotto la lana in filo, e il filo in tessuto, e unite le singole pezze fino a formare tutta la grande impermeabile copertura del tetto, di color bruno, ma che, in lontananza, sembrava nero, come le tende di Kedar? Con risa e grida gioconde, la copertura fu distesa sopra i pali, e le estremità furono assicurate con corde al suolo. E quando le pareti di vimini coperte di stoffa rossa, furono collocate al loro posto — ultima pietra usata dall’architettura del deserto — con quale muta ansietà l’intero seguito dello sceicco aspettò il giudizio del grand’uomo! Egli era entrato nella casa, l’aveva esaminata confrontandola con la direzione del sole, degli alberi e del lago, e fregandosi le mani aveva esclamato: — «Bene! Terminate il dovar come sapete, e questa sera arrak e miele e carne di capretto allieteranno le nostre mense. Andate con Dio, miei figlioli, e non dimenticate i cavalli e i cammelli. Andate!» —

Solo alcuni servitori erano rimasti per conpletare l’interno della tenda. Lungo la fila dei pali di mezzo appesero una cortina, dividendo la tenda in due appartamenti, uno sacro ad Ilderim medesimo, l’altro pei suoi cavalli, i gioielli di Salomone, che egli stesso fece entrare conducendoli per mano, liberandoli poi, dopo molti baci e carezze.

Intorno al palo centrale erano ordinati dei trofei d’armi e fra le quali spiccavano lo scudo e la scimitarra del pa-