Pagina:Wallace - Ben Hur, 1900.djvu/283

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

277

chi bisogni,» — essa rispose. «Un Greco o un Romano non potrebbe comprenderli.» —

— «Ma io non sono nè Greco, nè Romano.» Egli protestò.

Essa rise.

— «Io ho un giardino di rose, e in mezzo ad esso sorge una pianta, e, suoi fiori vincono tutti gli altri. Da dove credi provenga quella pianta?» —

— «Dalla Persia patria delle rose?» —

— «No.» —

— «Dall’India allora» —

— «No.» —

— «Ah! da un’isola dell’Eliade.» —

— «Te lo dirò. Un viaggiatore la trovò languente e mezza morta lungo la via sulla pianura di Rephaim.» —

— «Oh, nella Giudea!» —

— «Io la piantai nella terra che il Nilo ritirandosi aveva lasciata scoperta, e dove il tiepido vento del sud poteva cullarla, e il sole baciarla; ed essa crebbe piena di gratitudine e di affetto. Ora mi seggo alla sua ombra, ed essa mi ringrazia col suo profumo. Come avviene delle rose, così è con gli uomini d’Israele. Dove potranno toccare la perfezione se non in Egitto?» —

— «Mosè fu uno fra mille.» —

— «No, ti dimentichi del grande interprete di sogni.» —

— «I Faraoni sono morti.» —

— «Ah sì! Il fiume, sulle sponde del quale abitavano, ora mormora le sue nenie presso le loro tombe. Ma il medesimo sole riscalda la stessa aria al medesimo popolo.» —

— «Alessandria altro non è che una città Romana.» —

— «Essa ha solo mutato scettro. Cesare le divelse la spada, e in suo luogo le lasciò il calice della sapienza. Vieni con me nel Bruccheio ed io ti mostrerò le scuole delle nazioni; al Serapeo, a vedere le meraviglie dell’architettura; alla Biblioteca per leggere i libri immortali; al Teatro per udire, i versi dei Greci e degli Indiani; al porto per ammirare i trionfi del commercio; discendi con me nelle strade, o figlio di Arrio, e quando i filosofi si saranno dispersi, e i maestri dell’arte saranno partiti, e gli Dei tornati ai loro altari, e del giorno che si spegne non rimarranno che i ricordi, tu udirai le storie che hanno dilettato l’umanità dalla sua culla, e i canti, che non morranno mai.» —

Mentre la ascoltava, Ben Hur corse col pensiero a quell’altra notte stellata, sulla terrazza della casa in Geru-