Pagina:Wallace - Ben Hur, 1900.djvu/358

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
352

Stando così, l’uno di fronte all’altro, non presentavano nessuna apparente disparità; al contrario, si rassomigliavano come due fratelli.

Lo straniero aveva sulle labbra un sorriso fiducioso, mentre il volto di Ben Hur esprimeva una serietà ed una risoluzione, che avrebbero suonato avvertimento e minaccia a chi avesse meglio conosciuto la sua abilità.

Entrambi sapevano che il combattimento era mortale.

Ben Hur fece una finta con la mano destra. Lo straniero parò, avanzando leggermente il braccio sinistro. Prima ch’egli potesse ritornare alla posizione di guardia, Ben Hur gli afferrò il polso con una stretta che gli anni passati al remo avevano reso terribile come una morsa. La sorpresa fu completa.

Scagliarsi innanzi, spingere il braccio imprigionato sotto il mento dell’avversario, e sopra la spalla destra, quindi far girare l’uomo in modo che presentasse il fianco sinistro senza difesa, assestargli un pugno — un pugno solo — sul collo nudo, sotto l’orecchio, — fu l’affare di pochi secondi. Il sicario precipitò a terra, pesantemente, senza un grido, e giacque immobile.

Ben Hur si volse a Thord.

— «Ah! Che? Per la barba d’Irmino!» — gridò questi, attonito, alzandosi. Poi rise.

— «Ah, ah, ah! Non avrei potuto farlo meglio io stesso.» —

Egli osservò Ben Hur tranquillamente dalla testa ai piedi, e lo fronteggiò con aperta ammirazione.

— «E’ il mio colpo — il colpo che per dieci anni praticai nelle scuole di Roma. — Tu non sei Ebreo. Chi sei?» —

— «Conoscesti Arrio, il duumviro?» —

— «Quinto Arrio? Sì, egli era mio patrono.» —

— «Egli aveva un figlio.» —

— «Sì,» — disse Thord, mentre il suo volto abbrutito fu illuminato da un lampo di gioia. — «Io conobbi il ragazzo; egli sarebbe diventato il Re dei gladiatori. Cesare gli offerse il suo favore. Io gl’insegnai quello stesso colpo che tu hai eseguito su costui, — un colpo impossibile tranne ad un pugno e ad un braccio come i miei. Mi ha valso più d’una corona.» —

— «Io sono il figlio di Arrio.» —

Thord si avvicinò, e lo esaminò con attenzione; poi i suoi occhi azzurri sfavillarono di schietta compiacenza, e, ridendo, gli tese la mano.