Pagina:Wallace - Ben Hur, 1900.djvu/427

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Tisbita nè il Legislatore avrebbero potuto rifiutare una tua domanda. Abbi compassione: sii pietosa, ti prego.» —

La supplica sembrò passar inosservata, poichè, guardando verso di lui, e cercando un rifugio nelle sue braccia, ella disse lentamente:

— «La visione che ebbi fu quella d’una splendida guerra combattuta per terra e per mare — con clamore di armi e cozzo di eserciti, come se Cesare e Pompeo fossero tornati in terra, e con loro Ottavio ed Antonio. Una nube di polvere e di cenere si alzò e coperse il mondo e Roma non si vide più; tutta la potenza ritornò all’Oriente; dalla nube uscì un’altra razza di eroi, che si divise la terra in satrapie più ricche di quelle di Dario e di Serse. E mentre la visione svaniva, figlio di Hur, e dopo che se ne fu andata, io continuai a chiedermi: — «E cosa non dovrà avere quegli il quale servì il Re per il primo, e meglio tutti?» —

Ben Hur trasalì nuovamente. La domanda era quella stessa che l’aveva tormentato tutto il giorno. Finalmente s’immaginava di aver trovata la guida che gli mancava.

— «Oh! Oh!» — egli disse — «io ti capisco ora. Per ottenere le satrapie e le corone tu mi vuoi prestare aiuto. Vedo! Vedo! E non vi fu mai una regina come saresti tu, così sagace, così bella, così regale, mai! Ma, ahimè, cara Egitto! La visione di cui parli promette solo i premi da conquistarsi con le armi, e tu non sei che una donna, benchè Iside t’abbia baciata sul cuore. Le corone son doni celesti e non scendono sul capo di una donna, a meno che tu non conosca una via più sicura di quella della spada. S’è così, o Egitto, mostramela e io la percorrerò, se non altro per amor tuo.» —

Essa si svincolò da lui e disse:

— «Distendi il tuo soprabito sulla sabbia, qui, affinchè io possa riposarmi appoggiando la testa al cammello. Mi siederò e ti racconterò una storia nota sulle sponde del Nilo e popolare anche in Alessandria, ove io l’appresi.» —

Egli fece quanto ella disse, piantando prima la lancia per terra, a portata di mano.

— «Ed ora che cosa devo fare?» — egli domandò con tristezza, allorchè ella si fu seduta. — «In Alessandria, chi ascolta usa sedersi o stare in piedi?» —

Dal suo comodo posto, appoggiata al vecchio animale, ella rispose, ridendo: — «Il pubblico dei cantastorie è ostinato, e di solito fa ciò che crede.» —