Pagina:Wallace - Ben Hur, 1900.djvu/432

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CAPITOLO V.


Il terzo giorno del viaggio la compagnia si fermò sul meriggio presso il fiume Jablok dove erano accampate forse più di cento persone, la maggior parte pastori che riposavano colà con le loro bestie. Appena scesi dal cammello, un uomo si fece loro incontro con una brocca d’acqua ed un bacino, offrendo da bere; incoraggiato dalla cortesia con cui essi ricevevano tali attenzioni disse, guardando il cammello: — «Ritorno dalle rive del Giordano, dove si trovano ora molte persone, alcune provenienti dai più lontani paesi, e che viaggiano come voi, miei illustri amici, ma nessuno possiede un cammello come il vostro. Un magnifico animale. Posso domandare di che razza è?» —

Balthasar rispose, e poi andò a riposarsi, ma Ben Hur, più curioso, chiese:

— «Da qual parte del fiume si trovano queste persone?» —

— «A Bethabara.» —

— «Di solito è un guado solitario» — disse Ben Hur. — «Non comprendo come mai ora si sia fatto così importante.» —

— «Capisco» — replicò lo straniero, — «che voi pure venite da lontano e non avete udite, le buone nuove.» —

— «Quali nuove?» —

— «Un uomo è venuto dal deserto, un vero santo; dalle sue labbra escono strane parole, che attraggono chiunque le ascolti. Egli sì chiama Giovanni, il Nazareno, figlio di Zaccaria, e dice d’essere il precursore del Messìa» —

Anche Iras l’ascoltava attentamente, mentre egli continuava.

— «Si dice che Giovanni abbia passata la vita fin dalla fanciullezza in una caverna presso En Gavdi, pregando e vivendo più rigorosamente degli Esseni. Una folla si reca ad udirlo ed io pure andai con gli altri.» —

— «Tutti questi vostri amici vi sono stati?» —

— «La maggior parte vi si reca ora, e. pochi ne ritornano.» —

— «Che cosa predica?» —