Pagina:Wallace - Ben Hur, 1900.djvu/438

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Durante tutto questo tempo Ben Hur stava studiando la fisonomia dello straniero, ma con un interessamento affatto diverso dagli altri. Lo rallegravano la perfezione delle sue fattezze, la nobiltà, la tenerezza, l’umiltà e la santità della sua persona. Ma nella sua mente uno era il pensiero: — «Chi è quest’uomo? Messia o Re?» — Mai vi fu apparizione meno principesca; al solo guardare quell’aspetto calmo e benigno, l’idea della guerra e della conquista, e il desiderio del dominio gli sembravano una profanazione. — «Balthasar deve aver ragione» — mormorò fra sè — «e Simonide torto. Quest’uomo non è venuto per ripristinare il trono di Salomone; non ha nè il carattere, nè il genio di Erode, Re potrà essere, ma non di un regno più grande di Roma.» —

Dobbiamo però notare che tutto ciò non era una conclusione assoluta per Ben Hur, ma una semplice impressione; e mentre questa stava fermandosi, contemplando il meraviglioso aspetto dello straniero, la sua memoria si sforzava febbrilmente come a richiamare un ricordo passato. — «Certamente,» — egli disse fra sè — «io ho già veduto quell’uomo, ma dove e quando?» — Egli era certo che quello sguardo, così calmo, così pietoso, così dolce, si era una volta rivolto a lui, come ora raggiava sopra Balthasar. Improvvisamente, come illuminata da un subito raggio di sole, gli apparve la scena presso il pozzo di Nazareth, quando le guardie Romane lo trascinavano alla galera. A quel ricordo tutto il suo essere tremò. Quelle mani l’avevano aiutato quand’egli soffriva. Quel viso gli era, d’allora in poi, rimasto scolpito nella mente.

Nell’emozione che lo agitava, le parole del predicatore andarono perdute. Egli non udì che le ultime parole così meravigliose che ancora il mondo ne risuona:

„Questo è il figlio di Dio!“


Ben Hur balzò da cavallo per rendere omaggio al suo benefattore; ma Iras gli gridò:

— «Aiuto, figlio di Hur, aiuto, che mio padre muore!» —

Egli si fermò, si voltò indietro, e si affrettò a sorreggere il vecchio. Ella gli diede una tazza, e Ben Hur, ordinando allo schiavo di far inginocchiare il cammello, corse al fiume ad attingere acqua. Quando ritornò lo straniero era sparito.

Finalmente Balthasar riprese i sensi e stendendo le braccia, domandò debolmente: