Pagina:Wallace - Ben Hur, 1900.djvu/452

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
446

— «Strano, stranissimo» — mormorò Simonide — ma quello che a me sembra più meraviglioso ancora, si è ch’egli preferisca rimaner povero, mentre potrebbe essere ricco. E’ egli poi tanto povero?» —

— «Non possiede nulla e non invidia i beni di alcuno, anzi, compiange i ricchi, — Ma andiamo avanti. Che direste voi, se vedeste un uomo moltiplicare sette pani e due pesci in tale quantità da satollare cinquemila persone e avanzargli ancor piene le ceste?» —

— «L’hai tu veduto far questo?» — chiese Simonide.

— «Sicuro, e mangiai io stesso di quei pani e di quei pesci. Ma c’è del più meraviglioso ancora:» proseguì il narratore — «Che direste voi d’un uomo, dotato della virtù di guarire gli ammalati, al punto che col solo toccar loro un lembo della veste, e anche semplicemente col volger loro la parola da lontano, ottiene la loro guarigione? Anche questo io vidi, non una volta, ma ripetutamente.

All’uscire della città di Gerico due ciechi lungo la via chiamarono il Nazareno; egli toccò loro gli occhi ed essi videro. Gli fu portato un paralitico incapace di muoversi; egli pronunciò semplicemente le parole: — Vanne alla tua casa — e l’uomo se n’andò guarito. Che dite di queste cose?» —

Il negoziante non sapeva che cosa rispondere.

— «Credete voi, come ho udito dire, ch’egli altro non sia che un abilissimo cerretano? A questo rispondo col narrarvi cose maggiori ch’io lo vidi compiere. Voi conoscete bene quella maledizione di Dio, detta la lebbra, cui solo sollievo è la morte?» —

A queste parole Amrah sussultò, e fece per alzarsi, poi s’arrestò porgendo attento orecchio.

— «Che cosa direste» — continuò sempre più infervorandosi Ben Hur — «se aveste veduto ciò ch’io sto per raccontarvi? Un lebbroso venne al Nazareno, mentre io mi trovava con lui in Galilea, e gli gridò — Signore, se tu vuoi, puoi liberarmi da questo male. — Egli toccò il lebbroso con una mano, dicendogli: — Che tu sia purificato — ed istantaneamente quell’uomo ridivenne sano come ogn’uno di noi spettatori, che in gran numero fummo presenti alla meravigliosa guarigione» —

Amrah ascoltava agitata e febbricitante; le indebolite sue facoltà mentali a mala pena le consentirono di seguire e comprendere le parole del padrone.

— «Poscia» — continuò Ben Hur — «dieci lebbrosi