Pagina:Wallace - Ben Hur, 1900.djvu/451

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Ben Hur, facendo un inchino ai due vecchi, riprese:

— «Non vorrei rispondere alla domanda fattami circa al Nazareno prima di narrarvi le cose che ho veduto fare, e tanto più ch’egli stesso sarà qui domani per recarsi al Tempio, ch’egli suol chiamare la casa di suo Padre, ed ove si proclamerà. Per cui sapremo domani chi di voi, Balthasar o Simonide abbia ragione.» —

Balthasar si fregò le mani tremanti, e domandò:

— «Dove dovrò andare per poterlo vedere?» —

— «La ressa della folla sarà enorme; sarà meglio pertanto che voi andiate sui terazzi dei chiostri, del Tempio, sul tetto del portico di Salmone.» —

— «Potrai tu venire con noi.» —

— «No» — rispose Ben Hur — «I miei amici avranno forse bisogno di me nella processione.» —

— «Processione?» — chiese stupito Simonide — «Viaggia egli pomposamente con seguito?» —

Ben Hur s’affrettò a rispondere:

— «Egli ha seco dodici uomini, pescatori, coltivatori della terra, e un oste, tutti di bassa condizione; viaggiano tutti a piedi, senza badare al vento, al freddo, alla pioggia ed al sole. Al vederli sostare di sera a mangiare un tozzo di pane prima di cericarsi sulla nuda terra nella pubblica via, mi parve di contemplare una banda di pastori reduci dal mercato col loro gregge. Solo quando il Nazareno solleva il fazzoletto per guardare qualcuno o per scuotere la polvere dal capo, mi vien dato di riconoscere ch’Egli non è solo loro compagno, ma anche loro Maestro, e non meno loro superiore che amico.» —

— «Voi» — continuò Ben Hur, dopo una breve pausa — «siete uomini accorti. Sapete benissimo come noi siamo schiavi di certi motivi impellenti, e come sia poco meno di una legge della nostra natura lo spendere la vita nel cercare di raggiungere il benessere e felicità; ora, ricordando questa legge, la quale ci permette di conoscere noi stessi, che direste voi d’un uomo, il quale potrebbe esser ricco per la facoltà da lui posseduta di convertire in oro le pietre ch’egli calpesta, e che ciò non ostante preferisce rimaner povero?» —

— «I Greci lo chiamerebbero filosofo» — osservò Iras.

— «No, figliuola» — fece Balthasar — «i filosofi non hanno mai posseduto una tale facoltà.» —

— «Come sai tu che quell’uomo la possiede?» —

Ben Hur rispose senza esitare. — «Lo vidi cambiar l’acqua in vino.» —