Pagina:Yambo, Ciuffettino.djvu/19

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Menico, il gatto del farmacista, mancava di due zampe, della coda e di un occhio: e perciò non poteva di diritto pretendere al titolo ambito di gatto intero.

Cocciapelata alta è un ammasso di macerie sudicie e nere; gli artisti che vengono di fuori dicono che quella parte indecente di paese è bellissima. Cocciapelata bassa è pulita: ha due strade diritte e larghe, diciotto case a due piani, una scuola comunale, un Circolo dove si radunano tutti gli imbecilli del villaggio per non far nulla - il Circolo si chiama Club letterario - una piazza con una fontana, un monumento in gesso a Celso Perepè, e un teatrino stabile di burattini. A Cocciapelata bassa c’è igiene, pulizia, e quasi direi una specie di eleganza. Gli artisti dicono che quella parte graziosa del paesello è bruttissima.

Dove stavano e che cosa facevano i genitori di Ciuffettino? Ecco: voi entrate in Cocciapelata dalla porta dei Trulli - la porta che anticamente dava su la via dell’impero degli Sbucciamela - e camminate dieci passi per la strada maestra: poi voltate a sinistra, poi a dritta, e vi trovate in faccia alla bottega di compare Attanasio, il ciabattino di moda a Cocciapelata. La bottega di compare Attanasio non era in fondo che uno sgabuzzino di legno; però non bisognava dirlo al brav’uomo, perchè allora, Dio ci scampi e liberi, c’era da sentirsi tirare una scarpa in testa. Nella bottega, dunque, ci si rigirava appena: ma compare Attanasio aveva fatto miracoli, ed era riuscito ad incastrare in un metro quadrato di spazio il proprio banco, due sgabelli, un fornelletto, tre volumi molto usati dell’Almanacco del Secolo, ch’egli rileggeva regolarmente quattro volte al mese, da una quindicina d’anni, e un gatto quasi soriano, che ri-