Pagina:Zibaldone di pensieri I.djvu/154

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128 pensieri (33-34)

male. Ora nella sezione seguente dice del primo genere d’impetigine, che «similitudine scabiem repraesentat, nam et rubet etc.» come sopra; dove egli ha la mira a quello che ha detto di sopra della scabbia, com’è evidente: ma ch’ella sia rossa, dura, esulcerata l’ha detto, come io ho notato con lineette; che corroda non l’ha detto punto: ora come sarà simile alla scabbia la impetigine nam rodit? perché rode? Bensí ha detto che la scabbia prurit, e questo segno sostanziale mancherebbe alla impetigine, se il rodit non si prendesse in questo senso, che d’altronde non si può prendere per corrodere. Vedi se il Forcellini o l’appendice ha nulla di rodere in significato di prurire1. E lib. VI, c. 2, fine: «Si parum per haec proficitur vehementioribus uti licet, cum eo ut sciamus (senza il tamen), utique in recenti vitio id inutile esse.» E ib., c. 18, sect. 7:  (34) «Si quidquid laesum est extra est neque intus reconditum, eodem medicamento tinctum linamentum superdandum est et quidquid ante adhibuimus cerato contegendum. In hoc autem casu neque acribus cibis utendum neque asperis nec alvum comprimentibus.» Cosí altrove spesso, in primo casu, in eo casu ec., come noi diciamo: «in questo caso, nel primo caso ec.» E lib. VII, c. 2, dopo il mezzo: «Semper autem, ubi scalpellus admovetur, id agendum est ut et quam minimae et quam paucissimae plagae sint; cum eo tamen ut necessitati succurramus et in modo et in numero.» E c. 7, sect. 7:

  1. Non ha niente; e però questo significato è nuovo e da aggiungersi ai vocabolari latini, cioè rodere per prurire, non è neutro però, giacché n’abbiamo veduto il passivo, quantunque si potrebbe disputare pro e contra. Nota ancora che rodere per erodere è bensí raro appo Celso, pur si trova l. VII, c. 2, verso il fine. Nel lib. VII, c. 23 c’è il vocabolo rosio che non ha significato chiaro e si può spiegare in un modo e nell’altro, sebbene appena si può prendere, anzi non si può per l’azione del corrodere, ma per il senso di ciò, vale a dire di un prurito veemente: «Fereque a die tertio spumans bilis alvo cum rosione redditur.» E questo mi pare anzi il significato suo certo in questo luogo, come apparisce dal contesto, dove né prima né dopo non si parla punto né d’effetti né di rimedi o altro analogo a corrosione. Rodere si trova anche in significato dubbio tre volte nel l. VII, c. 25, sect. 4 circa il fine e c. 27 dopo il mezzo.