Pagina:Zibaldone di pensieri I.djvu/259

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
(120-121) pensieri 231

quelle statue fatte comminare da persone nascostevi dentro. E il mondo umano è divenuto come il naturale, bisogna studiare gli avvenimenti come si studiano i fenomeni e immaginare le forze motrici andando tastoni come i fisici. Dal che si può vedere quanto sia scemata l’utilità della storia. (Vedi Montesquieu, l. c., ch. 13, fine. Vedi p. 709 capoverso 1).


*   La cagione principale di ciò che dice Montesquieu, ch. 14, p.55, è che il popolo, quantunque sia composto d’individui tutti animati da passioni basse, con tuttociò queste essendo particolari e infinite, non si può cattivare se non per le passioni generali, cioè con quelle cose che la  (121) natura ha fatte piacevoli generalmente, amabilità, virtú, coraggio, servigi prestati, abilità negli affari, integrità, onestà, onoratezza ec. Sicché le elezioni del popolo non possono costringere il candidato ad abbassarsi se non in piccole cose, anzi, per lo contrario, ad ingrandirsi. Ma le passioni dell’individuo sono piccole e basse, e quando l’elezione dipende da lui, per cattivarselo, è necessario coll’abbiezione dell’animo farsi indegno di qualunque onore o vantaggio; e cosí le dignità è naturale che tocchino per lo piú agl’indegni. Oltre la grande spinta che dà all’ingegno all’eloquenza e a tutte le nobili facoltà il desiderio di cattivarsi la moltitudine, che ordinariamente non può giudicare se non colle regole vere, perché queste sole sono comuni (10 giugno 1820). Perciò i giudizi ec. del tempo e del pubblico sono sempre giusti riguardo a qualunque oggetto.


*   La cagion vera, secondo me, di quello che dice Montesquieu, loc. cit., ch., 14, p. 157, di uno fatto accusare da Tiberio per aver venduta colla sua casa la statua dell’imperatore, e di un altro che ec. è che il materiale e il sensibile avea molto piú forza sugli antichi, ed era molto piú considerato in quei tempi