Pagina:Zibaldone di pensieri I.djvu/328

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300 pensieri (196-197)

opera senza direzione nessuna, senza provvidenza, senza esser posta a frutto (opera, perché quantunque tutte le istituzioni tendano a distruggerla, la natura non si distrugge, e la natura in un vigor primo freschissimo e sommo com’è in quell’età); e laddove anticamente era una materia impiegata e ordinata alle grandi utilità pubbliche, ora questa materia cosí naturale e inestinguibile, divenuta estranea alla macchina e nociva, circola e serpeggia e divora sordamente come un fuoco elettrico, che non si può sopire né impiegare in bene né impedire che non iscoppi in temporali, in terremoti ec. (1 Agosto 1820).


*   Alla p. 164,1, pensiero primo, aggiungi. Se tu vedi un fanciullo, una donna, un vecchio affaticarsi impotentemente per qualche operazione in cui la loro debolezza impedisca loro di riuscire, è impossibile che tu non ti muova a compassione e non procuri, potendo, d’aiutarli. E se tu vedi che tu dài incomodo o dispiacere ec. ad uno il quale soffre senza poterlo impedire, sei di marmo o di una irriflessione bestiale, se ti dà il cuore di continuare.


*   Anche gli uomini già sazi della lode e persuasi della loro fama, che non guadagna per le espressioni particolari di questo o di quello, sono sensibili alla lode che riguarda qualche pregio diverso da quelli per cui sono famosi. E però, eccetto le persone avvezze a essere adulate in ogni cosa, nessuno diviene indifferente alla lode in  (197) genere, ma alla lode di quelle tali sue qualità. Di piú la lode piú cara è spesso quella che cade sopra una cosa nella quale tu desideri, ma dubiti o stimi di non esser lodevole o che altri non ti abbia per tale.


*   Dice Diogene Laerzio di Chilone che προςέταττε.... ἰσχυρὸν ὄντα πρᾷον εἶναι, ὅπως οἱ πλησίον αἰδῶνται μᾶλλον ἢ φοβῶνται. E questo precetto si deve estendere, massi-