Pagina:Zibaldone di pensieri I.djvu/406

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378 pensieri (303-304)

peso presso se medesimo alle piccole fortune, facilmente passa la vita, e se non è felice, può crederlo e non accorgersi del contrario. Ma chi non dà mente se non alle grandi felicità, non considera come guadagno e non procura di pascersi e ruminare seco stesso i piccoli accidenti piacevoli, le piccole riuscite, soddisfazioni, conseguimenti ec. e tiene tutto per nulla, se non ottiene quel grande e difficile scopo che si propone; vivrà sempre cruccioso, ansioso, senza godimenti, e in vece della gran felicità ritroverà una continua infelicità. Massimamente che, conseguito ancora quel grande scopo, lo troverà molto inferiore alla speranza, come sempre accade nelle cose lungamente desiderate e cercate (6 novembre 1820). Vedi poco sotto.


*   Osservano i giuristi che nel codice giustinianeo non si trova legge contro i duelli, per lo che moltissimi si sforzano di tirarci scioccamente quella di Costantino Magno (304) contro i gladiatori. Cosí accade a chi fa il ritratto o la copia avanti che abbia veduto l’originale, o ad un fanciullo che si faccia le vesti per quando sarà cresciuto.


*   Il faut s’arrêter et séjourner sur les goûts et sur les plaisirs, pour en jouir: il faut de repos pour le bonheur. Il n’y a point de présent pour une âme agitée: la soif des richesses ne laisse jamais assez de calme pour sentir ce que l’on possède (lo stesso dite di qualunque altro desiderio difficile a conseguire, e vivissimo tuttavia)... Ils passent leur vie en désirs et en espérances: ainsi, ils ne vivent pas, mais ils espèrent de vivre. Madame de Lambert, Réflexions sur les richesses. Paris 1808. à la suite des Avis d’une mère à son fils. p. 153,154.


*   Quel detto scherzevole di un francese Glissez, mortels, n’appuyez pas, a me pare che contenga tutta la sapienza umana, tutta la sostanza e il frutto e il risultato della piú