Pagina:Zibaldone di pensieri II.djvu/244

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(869-870-871) pensieri 231

mutate né mutabili dal principio della natura in poi in nessuna creatura, bensí le accidentali e queste per la diversa disposizione delle essenziali, che partorisce una diversità  (870) rilevantissima, e quanto possa esser, notabile in quelle cose che sole naturalmente possono variare. Questa proposizione, dunque, in quest’ultimo senso, sarebbe tanto importante quanto il dire che il mare, il sole, la luna sono le stesse in tutti i tempi ec. (lasciando ora una fisica trascendente che potrebbe negarlo, e ponendolo per vero, com’é conforme all’opinione universale) (25 marzo 1821).


*    Intorno alla ragione proclamata e alla tentata geometrizzazione del mondo nella rivoluzione francese, vedi anche parecchie cose notabili, e qualche notizia e fatto nell’Essai sur l’indifférence en matière de Religion nell’ultima parte del capo X (che abbraccierà una ventina di pagine), dove riduce le dottrine che ha esposte all’esempio formale della rivoluzione francese, da quel periodo che incomincia: Esisteva, sono già trent’anni, una nazione governata da una stirpe antica di re ec. sino alla fine del capo (26 marzo 1821).


*    Alla p. 838. principio. Osservate ancora (871) quanti di quei mestieri che servono alla preparazione di cose anche usualissime e stimate necessarie alla vita oggidí, sieno, per natura loro, nocivi alla salute e alla vita di coloro che gli esercitano. Che ve ne pare? Che la natura abbia molte volte disposto alla sussistenza o al comodo di una specie, la distruzione o il danno di un’altra specie, o parte di lei, questo è vero, ed evidente nella storia naturale. Ma che abbia disposta ed ordinata precisamente la distruzione di una parte della stessa specie, al comodo, anzi alla perfezione essenziale dell’altra parte (certo niente piú nobile per natura, ma uguale in tutto e per tutto alla parte sopraddetta), questo chi si potrà indurre a crederlo? E