Pagina:Zibaldone di pensieri II.djvu/289

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276 pensieri (932-933)

malinconia, contuttociò ne’ settentrionali si vede l’inclinazione loro naturale a queste qualità, e negl’inni, nei canti, nelle sentenze staccate dei Bardi si nota, oltre alla famosa malinconia, una certa profondità di pensiero e la osservazione di certe verità che anche oggi in tanto progresso della filosofia non sono le piú triviali. Insomma vi si nota un carattere di pensiero diversissimo nella profondità da quello de’ meridionali degli stessi tempi (vedi se vuoi, gli Annali di Scienze e Lettere, Milano, vol. VI, n. 18, giugno 1811; Memoria intorno ai Druidi e ai Bardi britanni, p. 376-378 e 383 fine — 385, dove si riportano parecchi aforismi e documenti de’ Bardi). Cosí, per lo contrario, sebbene l’età moderna è il tempo del pensiero, nondimeno il settentrione ne è la patria, e l’Italia conserva tuttavia qualche poco della sua naturale immaginazione, del suo bello, della sua naturale disposizione alla letizia ed alla felicità. In quello dunque che ho detto de’ miei diversi stati, rispetto alla immaginazione e alla filosofia, paragonandomi col successo de’ tempi moderni agli antichi, si può anche aggiungere il paragone coi popoli meridionali e settentrionali (12 aprile 1821).


*    L’estensione reale e strettamente considerata della quale è capace una lingua, in quanto lingua  (933) usuale, quotidiana, propria e materna, è piccolissima; e molto minore che non si crede. Una stretta conformità di linguaggio, e per conseguenza una medesima lingua strettamente considerata, non è comune se non ad un numero ben piccolo di persone e non occupa se non un piccolo tratto geografico.

1°, Ognuno sa e vede in quante lingue riconosciute e scritte e distinte con precisione sia divisa l’Europa e il mondo, e come ciascuna nazione usi una lingua differente precisamente dalle altre e propria sua, sebbene possa aver qualche maggiore o minore affinità colle forestiere.